L’Engagement Rate di Instagram

  • Vero 
Engagement Rate di Instagram, mano che fa scroll nell'applicazione

Di tanti valori che avremmo voluto considerare nella vita, chi avrebbe mai detto che l’Engagement Rate sarebbe stato uno fra questi?

Scherzo. Questo vale solo se sei molto social, come me.

Le Vanity Metrics

Conosci le Vanity Metrics?

Le “metriche della vanità” di Instagram sono principalmente il numero di followers, likes e commenti.

Sono i numeri che contribuiscono ad aumentare (o diminuire) quella che è la nostra vanità di social pavoni.

Non a caso, quando vediamo un profilo con grandi numeri siamo portati a pensare che abbia successo.

I numeri del successo: ma cosa è successo?

I numeri, senza una corretta analisi e valutazione, non hanno alcun significato. È semplice cadere nella trappola di un giudizio superficiale senza sapere come “funziona” Instagram.

Per aiutarti a comprendere, ti propongo un esempio.

Un profilo di un personal brand che ha 10k followers con contenuti che ricevono una manciata di likes e un paio di commenti, ha qualcosa di strano. L’E.R. è basso, troppo basso per la media di un profilo con quel seguito.

Per un profilo simile, con tantissimi likes e commenti, invece, occorre indagare da chi arrivano tali interazioni. Commenti sempre uguali, magari con un cuoricino e una fiamma? No Jerry, non l’accendiamo.

🔥🔥🔥❤️ nice pic!

Likes da account che non hanno neanche la foto del profilo, e nomi molto strani tipo 32r7yf_w? Qualcosa non va.

Comprare numeri è facile… e deleterio

Gonfiare i numeri di Instagram è facile. Scegli il servizio, paghi, e Ta-da. Auto-likes, auto-commenti e bibbidibobbodibu. Magicamente, da un giorno all’altro questi account si gonfiano come un pesce palla. Ed il pesce palla, sappilo, è velenoso.

A volte, le aziende che offrono questi pacchetti vendono accounts fake (cioè dietro i quali non ci sono persone reali, ma un programma informatico) che interagiscono con l’account del cliente. Instagram –che vede tutto–  si accorge che quei followers sono finti, quindi li rimuove arrivando a penalizzare anche il tuo account. 

Guardami virtualmente negli occhi: ora capisci perché ti dico che non ha senso comprare followers e interazioni?

A ognuno il suo calcolo

Torniamo all’E.R – Instagram in prima linea.

“Engagement Rate” significa letteralmente “Tasso di Coinvolgimento”. È la percentuale che “teoricamente” indica quanto siamo bravi a coinvolgere il pubblico con i nostri contenuti. Quanto più alta, tanti più applausi. 

Non ho scritto “teoricamente” a caso. Più tardi capirai cosa intendo.

La formula di calcolo dell’E.R. di Instagram è: E.R. = (interazioni / numero followers)*100

Facile, facile. Nessun logaritmo o derivate a farti sudare al sol pensiero.

Quali sono le interazioni che vanno introdotte nella formula? Non c’è risposta unica. Le interazioni che possiamo considerare sono:

  • Commenti 
  • Likes
  • Salvataggi
  • Condivisioni
  • Click al link in bio
  • Views alle stories
  • Views ai video
  • Visite al profilo
  • Altre? 

Se prendiamo come riferimento l’E.R. calcolato da Ninjalitics, la formula tiene conto dei likes e commenti in riferimento agli ultimi 12 post (escluso l’ultimo), al momento del calcolo. Quella di Ninjalitics, tuttavia, è una scelta soggettiva.

Per la tua strategia di comunicazione, ad esempio, potresti decidere di considerare anche i salvataggi e le condivisioni (magari ponderando il loro valore diversamente).

Il calcolo del’Engagement Rate, quindi, può essere personalizzato.

Nel mio caso, dò molto più peso ai commenti che ai likes. Non comunico attraverso immagini bellissime (anzi…), piuttosto, la mia comunicazione si sviluppa maggiormente attraverso ciò che scrivo.

Mentre il like è un gesto che impiega una frazione di secondo, spesso lasciato anche solo per dovere di social, il commento implica (anche se non sempre) che la persona che scrive abbia letto la caption ed abbia speso del tempo per esprimere la propria opinione. (spoiler: c’è chi commenta senza neanche aver letto il post).

Considerazioni

Se vengono utilizzati metodi non organici di crescita su IG (es: auto-likes, auto-commenti), o sponsorizzazioni che ci raccolgono likes da chi vede il post pubblicizzato, l’E.R. calcolato su likes e commenti aumenta di valore, e non è quindi uno specchio reale del coinvolgimento.

Per questo motivo, il numero in sé può essere fuorviante.

Chi gestisce un determinato account ne conosce anche tutte le dinamiche ed i retroscena. In parole povere: tu sai bene se i tuoi valori sono gonfiati o no.

A cosa serve quindi l’Engagement di Instagram?

Per te, Content Creator: l’ideale sarebbe calcolare l’Engagement di ogni tuo contenuto al momento della pubblicazione e poi confrontarlo con quello dei tuoi altri contenuti. Solamente così avrai un indicatore di cosa funziona meglio per il tuo profilo, in base alle tue priorità.

Per le aziende di Influencer Marketing, invece, questo valore viene considerato poiché se hai grandi numeri ma non ricevi interazioni ciò significa che non riesci realmente ad “influenzare” il tuo seguito: le collaborazioni con eventuali brand non porterebbero ai risultati sperati.

Profilo piccolo con numeri pazzeschi

Il tuo account con 400 anime al seguito possiede un E.R. più alto di quello con 100k followers? Tutto regolare.

Più aumenta il seguito, più la quantità di commenti e likes in proporzione alla quantità di followers diminuisce. Di conseguenza l’E.R. medio si abbassa, proprio come specificato da questo studio realizzato da Markerly.

“Ma... non dovrebbe essere il contrario?”

Se hai una piccola community che ti segue, questa sarà probabilmente un gruppo omogeneo: coloro che la compongono possiedono gli stessi interessi. La tua strategia potrà essere molto semplice e riuscirai facilmente a coinvolgere ed interagire.

Man a mano che la community aumenta, il gruppo perde la propria omogeneità: ci saranno più persone, ma con interessi diversificati. La strategia che dovrai applicare sarà più complessa: coinvolgere ed interagire non sarà semplice come un tempo.

Non è un caso che i brands abbiano iniziato a preferire collaborazioni con micro-influencers (cioè profili con 1.000-10.000 seguaci) non solo per il budget (costa molto meno) e per l’autenticità, ma, appunto, l’omogeneità dei propri followers. In questo modo la probabilità di vendere è più alta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *